C’è un momento, lungo il sentiero che sale da Colere, in cui il bosco si apre e la Presolana ti si para davanti in tutta la sua imponenza. È lì che capisci perché questo itinerario è uno dei più belli delle Orobie bergamasche.
Pochi passi dopo la partenza ti lasci alle spalle il paese e inizi a salire tra prati, baite e panorami che cambiano a ogni curva, fino ad arrivare al rifugio Albani, un piccolo angolo di montagna autentica che sembra fatto apposta per chi cerca fatica ben ripagata.
In questo articolo cercherò di spiegarti l’itinerario e darti i giusti consigli per affrontare questa escursione al meglio.
📝 Informazioni pratiche sul percorso
- Partenza: Colore (BG). Più precisamente la località Carbonera.
- Durata Itinerario: 2h30 l’andata + 2h il ritorno.
- Lunghezza: 10km totali
- Dislivello: +860 mt circa
⚠️ Se vuoi diminuire il dislivello puoi utilizzare, quando sono aperte, la cabinovia e/o la seggiovia che partono da Colere (la stagione sciistica invernale quest’anno parte dal primo weekend di dicembre). - Altitudine massima: 1939 metri s.l.m.
- Panorama: ⭐⭐⭐⭐⭐
- Particolari difficoltà da segnalare: il percorso è faticoso ed in costante salita e non è adatto a chi non è allenato. Il sentiero si divide tra mulattiera, bosco e sassi. Non è esposto, ma serve una camminata sicura soprattutto se il sentiero è bagnato. Con l’attrezzatura giusta si può salire anche con la neve.
- Parcheggio: Si parcheggia in località Carbonera a Colere (BG). Sotto l’impianto di risalita della funivia c’è un ampio parcheggio gratuito (quasi alla fine di Via Carbonera).
- Punti di ristoro e rifornimento acqua: Lungo il percorso non ci sono fontane per il rifornimento dell’acqua. Il rifugio Albani è un ottimo ristoro dove fermarsi a mangiare o a rifocillarsi dopo la salita. Attenzione solo alle aperture: dal venerdì alla domenica fino a metà ottobre e poi bisogna aspettare la stagione invernale o controllare la loro pagina social per tutte le informazioni.
- Traccia GPS su Komoot: Ti lascio la mia traccia del percorso. (è solo andata, ma il ritorno avviene dallo stesso sentiero)
Descrizione del percorso
Dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio della funivia, si intravede già in alto il rifugio, che sembra lontanissimo! 🥲
Ci si incammina lungo via Polzone, in direzione dell’Ecomuseo della Presolana. Poco più avanti si scorgono i primi cartelli e si segue il segnavia 403: all’inizio si sale ripidi su un breve tratto d’asfalto lungo il torrente, fino a un bivio dove si lascia la strada carrabile per un sentiero sterrato nel bosco. Qui si cammina tra muschio e vegetazione mista, con grandi esemplari di faggio.



Dopo circa un’ora di cammino si incontra una possibile deviazione: il sentiero 403A, descritto come variante impegnativa, che permette di risparmiare circa 20 minuti. Io ho continuato lungo il classico sentiero 403.
Si continua quindi a salire nel bosco fino al tratto più ripido e sassoso, con vista sulla Presolana. Si attraversano pietraie punteggiate di fiori e vari canaloni di sassi e detriti, fino alla località La Rata. Si attraversano i resti delle costruzioni delle miniere di fluorite e da lì bastano pochi passi per raggiungere il rifugio Albani.



Ti consiglio, prima di togliere lo zaino e riposare, di raggiungere la croce e la campana proprio dietro al rifugio. Da quel punto si gode la vista migliore sulla Val di Scalve e sulla Presolana! ✨
Il ritorno avviene dallo stesso sentiero dell’andata, ma se vuoi fare un anello puoi scendere lungo il sentiero 402, che riporta sempre a Carbonera.
🏛️ Fun fact: da qui si vede la Diga del Gleno! È incredibile scorgerla da lontano e capire quanto sia imponente!
Se vuoi informazioni su questa meta e su questo trekking, in questo articolo ti racconto tutto! 😉



⛰️ Sua maestà la Presolana

Alle spalle del rifugio Albani si alza la parete nord della Presolana, soprannominata la “Regina delle Orobie” e da sempre una delle grandi palestre dell’alpinismo bergamasco. Fu proprio Luigi Albani, a cui è dedicato il rifugio, a salirla per primo nel 1899, e da allora la sua roccia calcarea ha attirato generazioni di alpinisti, che hanno aperto qui vie storiche e itinerari più moderni.
Il rifugio è il punto di appoggio ideale per chi arrampica: da qui si segue una traccia di sentiero fino all’attacco delle vie, in circa 30-45 minuti. Se invece ti accontenti di guardarla, il posto migliore è proprio la piana davanti al rifugio, dove la parete si mostra in tutta la sua verticalità.
⛏️ La miniera di fluorite di Colere
Prima di diventare una meta per escursionisti, la zona di Colere era un luogo di lavoro. L’attività mineraria della Val di Scalve ha origini antichissime e raggiunse un’importanza notevole già in epoca romana, con Colere come centro principale dell’estrazione. Nelle gallerie della Presolana si cavavano galena, blenda e calamina, e in seguito soprattutto fluorite, un minerale usato in metallurgia.
L’attività finì negli anni Ottanta, non perché i giacimenti fossero esauriti, ma perché i costi di trasporto e di manodopera erano diventati troppo alti. Oggi questa storia è raccontata all’Ecomuseo delle Miniere, ricavato nella vecchia laveria di Carbonera, a pochi passi dal punto di partenza dell’escursione.

Arrivare al rifugio Albani richiede un po’ di fatica, ma ogni passo viene ripagato!
È una di quelle escursioni che lasciano qualcosa in più di una bella foto, perché in una sola giornata si incontrano natura, alpinismo e storie di montagna.

Che tu scelga il classico sentiero 403, la variante 403A o l’anello con il 402 al ritorno, porta con te acqua, scarpe adatte e un po’ di tempo per fermarti a guardare il panorama.
Al prossimo articolo e buona escursione!
Layla ☘️

