Trekking Bergamo

Anello del Pizzo Rabbioso da Frerola: la Big Bench 128 e 3 vette

big-bench-2

Se cercate un’escursione semplice, ad anello e super panoramica questo articolo vi fornirà la giusta ispirazione per una gita fuori porta non così conosciuta, ma ricca di sorprese!
Dovete sapere che io adoro le Big Bench e da tempo volevo vedere quella che si trova sopra San Pellegrino Terme (Big Bench 128).

Il sentiero classico per raggiungerla parte dalla frazione Santa Croce, ma io per allungare un pochino il percorso sono partita dalla Val Serina, più precisamente da Frerola Alta percorrendo un percorso ad anello e giungendo al Pizzo Rabbioso.
Un trekking semplice e super panoramico che vi consiglio.
Come sempre tutte le informazioni sono riportate qui sotto. Buona escursione! 😀

📝 Informazioni pratiche sul percorso

  • Partenza: Frerola Alta (BG)
  • Durata Itinerario: 1,40h per arrivare alla Big Bench 128 e 2h per completare l’anello raggiungendo le 3 cime
  • Lunghezza: 9/10km circa ad anello
  • Dislivello: 490m dislivello totale positivo
  • Altitudine massima: 1151 metri
  • Panorama: ⭐⭐⭐⭐⭐
  • Particolari difficoltà da segnalare: il percorso è semplice, sia da seguire che come tipologia di sentiero. State molto attenti al sentiero nel bosco se ha piovuto: potrebbe essere scivoloso, soprattutto in salita o in discesa!
  • Parcheggio: Si parcheggia a Frerola Alta, più precisamente vicino alla Parrocchia di S. Giovanni Battista, dove vedrete anche un parco giochi. Sulla destra una strada sale verso alcune case e poco più avanti (al primo tornante) troverete dei parcheggi gratuiti dove lasciare l’auto.
  • Punti di ristoro e rifornimento acqua: Lungo il percorso che ho seguito io non ho trovato nessun punto di ristoro e nessuna fonte di acqua potabile.
  • Traccia GPS su Komoot: QUI la traccia del percorso

Guida al trekking: il percorso ad anello

Il sentiero inizia poco più avanti sulla via dove avete lasciato l’auto. Raggiunta la curva poco più avanti, noterete una casetta di legno adibita area ecologica ed una sbarra verde. Attraversatela ed iniziate a salire sulla mulattiera che dopo vari tornanti vi porterà al primo incrocio.
Seguite il sentiero 591 che sulla destra in piano indica Predai Basso e proseguite poi sempre dritto seguendo le indicazioni per Santa Croce e la Forcella di Salvarizza (CAI 593B).

Il percorso tra sali e scendi vi porterà in circa 45 minuti al Passo di Salvarizza dove troverete i cartelli che indicano la Big Bench 128 poco più avanti. In una decina di minuti arriverete al panorama stupendo su San Pellegrino e potrete rilassarvi sulla bellissima panchina gigante color blu acceso.

big-bench

Verso il Pizzo Corno e il Pizzo Rabbioso

Già dalla panchina gigante, sulla sinistra, potrete vedere la grande croce del Pizzo Corno poco più avanti.
Raggiungetela in 5 minuti e proseguite quindi verso il Pizzo Rabbioso lungo la cresta della montagna.
Dopo una bella salita arriverete ai cartelli che indicano la deviazione verso la cima del Pizzo Rabbioso, la cima più alta che vedrete oggi.

Chiusura dell’anello alla Croce di Predai

Dopo esservi goduti il panorama a 360°, tornate sui vostri passi e proseguite verso Predai e la sua croce gigantesca.
Il sentiero è principalmente pianeggiante e si percorre lungo il bordo della montagna e nel bosco.
Una volta giunti ad un bel prato con una piccola malga molto caratteristica, sulla destra raggiungete la Croce di Predai, anche questa super panoramica.
Ora non vi resta che chiudere l’anello scendendo con il sentiero 593 verso Frerola Alta in circa 40 minuti.

Un nome “inquietante”

Ormai sapete che mi piace ricercare piccole curiosità sui luoghi che esploro e anche questa volta ho trovato una leggenda molto curiosa che riguarda il Pizzo Rabbioso:

Il nome “Rabbioso” è piuttosto singolare e ha diverse interpretazioni. Secondo alcuni, potrebbe derivare da un vecchio termine dialettale che indicava la difficoltà del terreno o la pericolosità dei venti in questa zona. Altri legano il nome a leggende locali che raccontano di spiriti o “presenze” che si dicevano dimorassero nella zona, dando un aspetto “rabbioso” alla montagna.
Secondo alcune storie di montagna, infatti, la vetta era abitata da un “diavolo di pietra“, una figura mitologica che spaventava i pastori locali con frane improvvise e rumori misteriosi.

Di sicuro si tratta di una cima molto particolare che vi consiglio di osservare da vicino.

panorama-autunno

Conoscevate questa escursione? Io ve la consiglio per un trekking non troppo faticoso, ma comunque super panoramico ed interessante.
Vedere 3 vette in un solo percorso non è così comune!
In ogni caso, qui nei dintorni ci sono tantissimi altri percorsi davvero suggestivi ed adatti a tutti!

👉🏻 Ad esempio se cercate un’escursione semplicissima, ma immersa nella natura e percorribile in ogni stagione vi suggerisco la Valle del Giongo!
Un percorso ideale per una mezza giornata da trascorrere nel silenzio di un luogo davvero poco conosciuto.

Spero che questo trekking vi sia piaciuto!
Al prossimo articolo! 🫶🏻

Layla ☘️

Potrebbe anche interessarti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *