Trekking Bergamo

Trekking alla Diga del Gleno: il sentiero ad anello che (quasi) nessuno conosce

C’è un posto in Val di Scalve che ancora oggi, a distanza di oltre cent’anni, sa togliere il fiato. Non solo per la quota, non solo per il paesaggio, ma per quello che racconta. La Diga del Gleno è una delle mete più visitate della zona, eppure quasi nessuno sa che si può fare ad anello, scendendo da un sentiero alternativo che regala una prospettiva completamente diversa sulla vallata.

In questo articolo ti racconto il percorso completo, con tutti i dettagli che ti servono per organizzare l’escursione: dislivello, tempi, difficoltà e i punti del tracciato che vale la pena non perdersi.
Perché tornare sempre dallo stesso sentiero quando puoi vedere il doppio? 🤩

📝 Informazioni pratiche sul percorso

  • Partenza: Vilminore (BG)
  • Durata Itinerario: 3h30 circa totali (1h40 per arrivare alla diga + 1h50 per la discesa)
  • Lunghezza: 9,5km
  • Dislivello: 580 mt
  • Altitudine massima: 1530 metri
  • Panorama: ⭐⭐⭐⭐
  • Particolari difficoltà da segnalare: il percorso è semplice, mai esposto e ben segnalato. Se volete fare il sentiero ad anello, la discesa sarà più “sassosa” dell’andata perché si sviluppa completamente lungo un sentiero di montagna.
  • Parcheggio: Si può lasciare l’auto in uno dei parcheggi del paese, io ti consiglio i posti in via Manara Valgimigli. Tutti i parcheggi di Vilminore sono a pagamento (5€ al giorno): si può pagare con il Gratta e Sosta che trovi in vari punti vendita (es. Albergo Brescia) oppure tramite l’App EasyPark.
  • Punti di ristoro e rifornimento acqua: Nel prato dietro alla Diga del Gleno è presente il Chiosco Gleno dove ci si può rifocillare con alcuni piatti e torte fatte in casa. Al ritorno è presente anche una fontanella lungo la Via Decia.
  • Traccia GPS su Komoot: Ecco la traccia del percorso che ho seguito.

Guida al trekking: il percorso ad anello

Non so per quale motivo, ma la maggior parte delle persone che salgono alla Diga del Gleno da Vilminore scende poi dallo stesso sentiero dell’andata. In realtà si può percorrere un bellissimo itinerario ad anello, scendendo dalla diga verso la parte opposta della valle: il sentiero è semplice da seguire e regala un percorso completamente diverso, immerso nel bosco.

Il trekking inizia nei pressi della chiesa in centro al paese, dove si trovano le indicazioni per il sentiero n. 411 e la fermata della navetta per raggiungere la frazione Pianezza.

⚠️ In estate, durante i weekend, è possibile saltare una parte del percorso e salire a Pianezza con una navetta al costo di 3€ solo andata (sul sito ufficiale trovi giorni e orari del servizio).

Per chi vuole salire a piedi dal percorso classico, si parte dalla via crucis che porta prima alla Cappella del Santo Sepolcro e poi, in parte lungo la strada asfaltata, fino alla frazione Pianezza. Da qui in avanti il percorso è obbligato a piedi per tutti. Si può scegliere se risalire dalla mulattiera (a fine maggio 2026 era chiusa per lavori) oppure dal sentiero più corto, interamente a scalini di pietra.

I due percorsi si ricongiungono poco più avanti e si prosegue lungo la mulattiera, che dopo un tratto entra nel bosco. Con vari tornanti si continua a salire fino a quando il percorso si fa pianeggiante e poi panoramico. Si cammina costeggiando la montagna fino ad arrivare alla Diga del Gleno, che si intravede già da lontano. Qui si apre un bel panorama sulla valle sottostante e si trova un cartello che racconta la storia della diga con foto d’epoca.

Una volta giunti alla diga, si può scegliere se fare il giro del laghetto oppure dirigersi direttamente al Chiosco Gleno per una pausa.
Per scendere e completare l’anello, si cammina dietro i ruderi della diga fino a raggiungere un incrocio di sentieri, da cui si scende lungo il sentiero n. 410 in direzione della località Ponte del Gleno. Il sentiero scende rapidamente nel bosco, dove si incontrano una postazione di osservazione per la fauna e alcune sculture in legno. Al Ponte sul Gleno si trovano tavoli da picnic e una bella cascata. Da qui si imbocca il sentiero 443, pianeggiante e facile, lungo il quale si trova anche una fontanella per rifornirsi d’acqua.

Il sentiero termina in località San Carlo, sulla strada asfaltata che riporta a Vilminore. Si segue la strada fino a dopo il primo tornante, poi si rientra in paese fino al punto di partenza.

Diga del Gleno: storia e crollo di una tragedia dimenticata

All’inizio del Novecento, in Val di Scalve, si decise di costruire qualcosa di straordinario.
I fratelli Viganò, proprietari di grandi cotonifici, volevano sfruttare la forza del torrente Gleno per alimentare due centrali idroelettriche a valle. Il progetto era ambizioso: una diga ad archi multipli, lunga 260 metri, capace di contenere sei milioni di metri cubi d’acqua a 1.500 metri di quota. I lavori iniziarono nel 1916 e si conclusero nell’ottobre del 1923. Sulla carta, un capolavoro dell’ingegneria moderna.

Nella realtà, qualcosa non tornava. Già nelle settimane successive al primo riempimento del bacino comparvero perdite evidenti nella struttura, soprattutto nella sezione centrale, quella che poggiava non sulla roccia ma su un terreno meno solido. I segnali c’erano, ma nessuno li prese abbastanza sul serio.

Il crollo della Diga del Gleno

Il 1° dicembre 1923, alle 7:15 del mattino, la parte centrale della diga cedette di schianto.
Un’ondata di acqua, fango e detriti scese a valle con una velocità e una violenza devastanti, travolgendo Bueggio, Dezzo di Colere e diversi altri centri abitati fino in Val Camonica. Le vittime furono quasi 360 anche se i numeri esatti non sono mai stati accertati.

Il processo che seguì non portò a nessuna condanna definitiva. Le cause tecniche del crollo rimasero in parte controverse, le responsabilità non furono mai chiarite del tutto. La versione più accreditata resta quella del cedimento strutturale aggravato da costruzione approssimativa e materiali inadeguati. Una combinazione di avidità, superficialità e mancanza di controlli.
Una storia sepolta in fretta, molto più in fretta di quanto meritasse.

Oggi i resti della diga sono ancora lì, parzialmente in piedi, a fare da sfondo silenziosa a ogni escursione. Camminare fin quassù significa anche fare i conti con quello che è successo: e forse è proprio questo che rende il posto così difficile da dimenticare.


La Diga del Gleno è uno di quei trekking che non si dimentica facilmente. Non solo per il paesaggio, ma per quello che trasmette: la sensazione di essere in un luogo che ha una storia vera, pesante, ancora visibile nei ruderi che si specchiano nell’acqua.

Lago del Gleno

Se questo tipo di escursioni ti piace, tra natura e qualcosa in più da portarsi a casa, potresti trovare interessante anche il giro dei laghi di Foppolo: un altro anello in alta montagna, perfetto per la bella stagione, con panorami completamente diversi, ma la stessa voglia di perdersi nei sentieri meno battuti. Lo trovi qui sul blog sempre in provincia di Bergamo.

Al prossimo articolo e al prossimo trekking!

Layla ☘️

Layla

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