Il Friuli Venezia Giulia è una di quelle regioni che ti sorprende anche quando pensi di sapere già cosa aspettarti.
Laghi di un turchese quasi irreale, grotte che sembrano un altro mondo, sentieri che attraversano boschi silenziosi e poi, all’improvviso, ti portano faccia a faccia con la storia.
Tre giorni qui di sicuro non bastano, ma sono già abbastanza per capire perché chi ci viene una volta tende a tornare! 💚
Ho costruito questo itinerario senza una logica rigida, seguendo la curiosità più che una tabella di marcia. Mi sono concentrata sulla parte nord-est della regione ed il risultato è un mix che difficilmente ti aspetteresti: le Grotte di Pradis con il suo canyon scavato nella roccia, il verde profondo del Lago del Predil, le acque quasi specchio dei Laghi di Fusine, l’Orrido dello Slizza, una cascata mozzafiato e un Parco Tematico dedicato alla Grande Guerra che ti lascia senza parole.
Natura e memoria, spesso nello stesso sguardo.
Se ami camminare, stare all’aria aperta e scoprire posti che non finiscono nelle solite liste, questo itinerario è fatto per te! 🌿
Giorno 1 – Dalle Grotte di Pradis al Lago del Predil, passando per il Lago di Cavazzo
Grotte di Pradis: il primo assaggio di Friuli

La prima tappa è una di quelle che ti entrano dentro ancora prima di capire bene cosa stai guardando. Le Grotte di Pradis si trovano nel comune di Clauzetto, in provincia di Pordenone, e sono un sistema di cavità carsiche scavate nel corso dei millenni dal torrente Cosa, che scorre ancora oggi tra le rocce.
Quello che le rende davvero speciali è la convivenza tra acqua, pietra e luce: non ti ritrovi in una grotta buia e silenziosa, ma in un canyon vivo, con cascate, archi naturali e vegetazione che cresce ovunque riesca ad aggrapparsi.
Il percorso ad anello è accessibile a tutti (ad eccezione delle persone in carrozzina o che hanno difficoltà di deambulazione) e dura circa un’ora.
Si inizia percorrendo la parte alta dell’Orrido fino ad arrivare all’ingresso della Grotta della Madonna (grande cavità carsica molto scenografica). Da qui si scende nell’Orrido attraverso oltre 200 gradini, arrivando al livello del torrente, tra caverne e scorci che cambiano ad ogni curva. Ci sono parecchi scorci da esplorare nel canyon che rendono l’esperienza unica ed incredibile!
⚠️Se ti interessa anche la parte storica, poco distante dalle Grotte c’è il Museo della Grotta, che racconta la frequentazione di questo sito dall’epoca preistorica fino ai giorni nostri, con reperti e resti paleontologici davvero sorprendenti.



Info pratiche: il biglietto costa 6€ per gli adulti (14-65 anni), 4€ per i bambini dai 6 ai 14 anni e per gli over 65, gratuito sotto i 6 anni. Il parcheggio è gratuito.
Occhio agli orari: le aperture variano per periodo e le grotte restano chiuse in caso di maltempo, quindi controlla sempre il sito ufficiale prima di partire.
Lago di Cavazzo: una breve sosta rilassante lungo la strada

Proseguendo verso est si arriva al Lago di Cavazzo, detto anche Lago dei Tre Comuni perché bagna i territori di tre comuni diversi. È il lago naturale più grande del Friuli Venezia Giulia, circondato da montagne e con un’acqua che cambia colore con la luce del giorno, passando dal verde al turchese in modo quasi irreale. Ha quella qualità rara di sembrare ancora poco scoperto rispetto a quanto meriterebbe.
Se hai tempo, il giro del lago è una passeggiata che vale: circa 8 km ad anello, adatti a tutti e anche percorribili in bici, con pochissimo dislivello e diversi punti panoramici lungo il percorso. Ci vogliono circa due ore, ma puoi tranquillamente fermarti, sederti e goderti il silenzio senza fretta.
Io mi sono fermata nel parcheggio a sud del lago (nei pressi del Ristorante Pizzeria Trilago) per una sosta rilassante tra acqua e montagne.
Info pratiche: accesso libero e gratuito. Parcheggio disponibile nei pressi del lago in vari punti, a pagamento nei mesi estivi.
Lago del Predil: arrivo in quota con vista sulle Alpi Giulie

La giornata si chiude in grande.
Il Lago del Predil è un bacino glaciale incastonato tra le Alpi Giulie, quasi al confine con la Slovenia, a quasi 900 metri di quota. L’acqua è di un verde-azzurro intenso, le montagne si specchiano sulla superficie e il silenzio intorno è quello delle valli alpine lontane dal turismo di massa.
Per chi vuole camminare, esiste un sentiero a bordo lago di circa 5,5 km.
Il sentiero percorre la sponda dalla spiaggia sud fino allo Chalet al Lago; Da qui si può anche salire, con un pochino di dislivello, per ammirare il lago dall’alto.
I boschi di conifere intorno nascondono anche sentieri più impegnativi per chi vuole spingersi più in alto.
Info pratiche: accesso libero e gratuito. Perfetto da visitare nel tardo pomeriggio, quando la luce diventa morbida e i colori si fanno ancora più intensi. Per goderti la vista più bella parcheggia allo Chalet al Lago.
Giorno 2 – Laghi di Fusine, trekking al Rifugio Zacchi e l’Orrido dello Slizza
Laghi di Fusine: dove la montagna fa il suo ingresso scenografico

I Laghi di Fusine sono uno di quei posti che, per quanto tu possa averli già visti nelle foto, dal vivo ti lasciano comunque senza parole. Lago Inferiore e Lago Superiore si trovano a pochi chilometri da Tarvisio, nel cuore delle Alpi Giulie, incastonati tra boschi di abeti e faggi con le cime del gruppo del Mangart a fare da sfondo.
L’acqua è di un turchese quasi innaturale e cambia colore con la luce e le stagioni.
Per chi vuole semplicemente passeggiare, il giro dei laghi è un percorso di circa 8 km adatto a tutti, con poco dislivello e scorci continui sull’acqua. Per chi vuole qualcosa di più, il sentiero CAI 512/513 sale verso il Rifugio Zacchi e merita ogni passo.
Info pratiche: per accedere al parco dei laghi si paga in alta stagione un ticket giornaliero di 5€ per auto. Parcheggio disponibile sia al Lago Inferiore che al Superiore.
Si può anche scegliere di parcheggiare fuori dal parco e salire ai laghi con un sentiero molto carino a bordo torrente (con poco dislivello).
Trekking al Rifugio Zacchi: salita tra i boschi con vista sul Mangart

Il percorso per il Rifugio Zacchi è uno dei più amati del Tarvisiano e si capisce subito perché.
Per fare un giro ad anello si parte dal Lago Superiore seguendo il sentiero CAI 513 lungo la strada forestale che sale con pendenza costante tra boschi di abeti e faggi secolari.
La salita dura circa un’ora e mezza con un dislivello di circa 450 metri, ed è adatta a escursionisti con un minimo di allenamento.
Arrivati al rifugio, a quasi 1400 metri di quota, la vista sulle pareti nord del Mangart è da togliere il fiato. In stagione il rifugio è aperto per ristoro, ma vale la pena salire anche solo per il panorama.
Una curiosità da non perdere: poco sopra il rifugio c’è un belvedere raggiungibile in altri 30 minuti circa, con viste spettacolari sul Lago Superiore.
Purtroppo il giorno della mia visita il Rifugio Zacchi era chiuso, ma il paesaggio ha decisamente giustificato l’escursione. 😊
Il sentiero è ben segnalato. Per la discesa puoi chiudere un anello e decidere di percorrere il sentiero 512 più corto, ma più ripido nel bosco oppure tornare sui tuoi passi scegliendo la strada forestale.



Info pratiche: Ti consiglio di informarti sul sito del Rifugio Zacchi per sapere le aperture previste nel periodo di visita. Ti lascio la mia traccia del percorso.
L’Orrido dello Slizza: un canyon che non ti aspetti

A pochi minuti da Tarvisio si nasconde una delle sorprese più belle di tutta l’area: l‘Orrido dello Slizza, un canyon scavato nei secoli dal torrente omonimo che scorre, curiosità geografica, verso il Danubio anziché verso l’Adriatico.
Il percorso è un anello di circa 2 km, adatto a tutti (anche se i gradini sono tanti e parecchio ripidi!), e si sviluppa tra passerelle in legno, scalinate, tunnel scavati a mano nella roccia nell’Ottocento e ponti sospesi sopra l’acqua.
Il fondo può essere scivoloso, quindi le scarpe da trekking sono indispensabili.
Prima di entrare nella gola si incontra la statua del Soldato Asburgico, memoria delle battaglie napoleoniche combattute proprio qui nel 1809. Un bel modo per ricordare che questo angolo di Friuli porta i segni di secoli di storia sul confine tra più culture.



Info pratiche: Si raggiunge da Tarvisio seguendo le indicazioni per Fusine e poi per l’Orrido dello Slizza, imboccando Via Bamberga (il parcheggio gratuito si trova subito dopo aver incorciato la pista ciclabile). Durata totale circa un’ora e mezza.
Giorno 3 – Grande Guerra e cascate: Val Saisera e Fontanone di Goriuda
Parco Tematico della Grande Guerra Abschnitt-Saisera in Val Saisera: la storia che si cammina

La Val Saisera è una delle valli più belle e meno affollate del Tarvisiano, e nasconde qualcosa di straordinario: un museo all’aperto dedicato alla Prima Guerra Mondiale, inaugurato nel 2012 e interamente immerso nel bosco.
Durante il conflitto questa zona era territorio austro-ungarico, e proprio qui l’esercito imperiale costruì una doppia linea difensiva per bloccare un eventuale avanzata italiana dalla Val Dogna.
Il parco si percorre attraverso tre anelli segnalati con i colori verde, blu e rosso, in ordine crescente di impegno fisico. Gli anelli verde e blu hanno poco dislivello e sono adatti a tutti; il rosso sale un po’ di più e porta al punto più alto del percorso.
Lungo il cammino si incontrano trincee ancora percorribili, caverne scavate nella roccia, postazioni per cannoni e mitragliatrici, resti di baracche e il Sasso Bucato, un enorme masso erratico al cui interno i soldati aprirono un passaggio in galleria. Il tutto spiegato da pannelli con immagini d’epoca che rendono la visita sorprendentemente coinvolgente.



Info pratiche: accesso libero e gratuito. Si parcheggia nei pressi della Locanda Jôf di Montasio, quasi in fondo alla strada asfaltata della valle. L’ingresso al parco è a circa 200 metri a piedi, tornando indietro lungo la strada asfaltata e girando a destra sul primo sterrato. Ti lascio la traccia del mio percorso (io ho seguito il sentiero verde).
Fontanone di Goriuda: la cascata più scenografica

L’ultima tappa di questo viaggio è una di quelle che non dimentichi. Il Fontanone di Goriuda è una cascata di circa 80 metri che nasce direttamente dalla roccia: le acque del massiccio del Canin, dopo aver viaggiato per chilometri sottoterra attraverso i labirinti carsici della montagna, escono di colpo alla luce del sole in modo spettacolare.
Si trova in Val Raccolana, vicino a Chiusaforte, e per raggiungerla bastano 10 minuti a piedi da un comodo parcheggio, con un dislivello di soli 100 metri.
La particolarità che la rende unica è che puoi entrare nella grotta alla base della cascata e trovarti letteralmente dentro al getto d’acqua, con una visuale sulla valle e sulle cime del Montasio che vale il viaggio.



Info pratiche: parcheggio gratuito nei pressi della Trattoria al Fontanon. Consigliate le scarpe da trekking per il fondo scivoloso vicino alla cascata. Visitabile tutto l’anno, spettacolare soprattutto dopo le piogge!
👉🏻 Se cerchi un itinerario con cascate simili in Lombardia, trovi il mio articolo sulle più belle cascate in provincia di Varese.
Informazioni pratiche e altri consigli
☀️ Periodo migliore per visitare il Friuli
Il periodo migliore per visitare questa zona del Friuli è dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno.
Giugno, luglio e settembre sono i mesi ideali per escursioni e trekking, con sentieri agibili e giornate lunghe. Luglio e agosto sono i più affollati, soprattutto ai Laghi di Fusine e al Lago del Predil: se puoi, opta per i giorni infrasettimanali o le prime ore del mattino. Maggio e Settembre sono forse i mesi migliori in assoluto, con la luce che cambia, i colori che virano verso il rame e le valli finalmente respirabili.
D’inverno molti sentieri diventano percorsi per le ciaspolate, ma alcuni tratti come le Gole dello Slizza sono sconsigliati per via del ghiaccio.
💤 Dove dormire
Se hai in mente di visitare questi luoghi, per dormire, la zona di Tarvisio offre hotel, b&b e agriturismi per tutti i budget. Se vuoi risparmiare senza rinunciare alla posizione, la Val Resia (dove ho soggiornato io) è un’alternativa autentica e poco turistica, a pochi chilometri da tutte le tappe dell’itinerario: un angolo di Friuli con una cultura e persino una lingua proprie, il resiano, che vale la pena scoprire.
🥘 Piatti tipici
La cucina friulana è squisita e legata al territorio: il piatto simbolo è il frico, una preparazione croccante di formaggio Montasio e patate che ogni osteria interpreta a modo suo.
Tra i primi meritano i cjarsons, ravioli tipici della Carnia con un ripieno agrodolce di erbe, uvetta e spezie, conditi con burro fuso e ricotta affumicata. Per il vino, il Friuli è terra di grandi bianchi: Friulano, Ribolla Gialla e Ramato su tutti.
📌 Se sei da queste parti, l’Osteria Intant Bondì a Gemona del Friuli è una tappa da non saltare: il frico qui è di quelli che si ricordano!
🏛️ Visita anche i borghi storici
Se hai un po’ di tempo in più o stai rientrando verso casa, aggiungi una sosta a Venzone, borgo medievale dichiarato Monumento Nazionale e tra i Borghi più Belli d’Italia.
Distrutto quasi completamente dal terremoto del 1976 e ricostruito pietra per pietra dagli abitanti, oggi è un posto di rara bellezza e di storia ancora più rara. Il centro si visita a piedi in un’oretta, con parcheggio gratuito fuori dalle mura.
Un altro borgo che merita una visita è Sacile, quasi al confine con il Veneto.
Conosciuta come il Giardino della Serenissima, è una piccola città in provincia di Pordenone che sull’acqua ci vive letteralmente: il fiume Livenza la attraversa e la divide in isolotti collegati da ponticelli, con palazzi dai colori pastello che le danno un’aria veneziana decisamente inaspettata a queste latitudini

Tre giorni in Friuli Venezia Giulia non bastano, e lo sai già prima di partire.
Bastano però per capire che questa regione ha qualcosa di raro: la capacità di sorprenderti ogni volta che pensi di aver già visto il meglio. Un lago, poi uno ancora più bello. Una gola, poi una cascata che nasce dalla roccia. Un bosco che nasconde le trincee di una guerra di cent’anni fa.
Il Friuli non urla. Non si pubblicizza con i cartelloni. Si fa scoprire da chi ha voglia di guardare oltre le mete ovvie, da chi sa che i posti migliori si trovano spesso svoltando dove la strada diventa sterrata. Se sei arrivato fino in fondo a questo articolo, probabilmente sei già quel tipo di viaggiatore. E allora il Friuli ti aspetta.
Hai già visitato qualcuno di questi posti? Raccontami nei commenti com’è andata, o scrivimi se vuoi qualche consiglio in più per organizzare il tuo itinerario!
Al prossimo articolo! 🌳
Layla ☘️

