La Valle Imagna è una di quelle zone che meriterebbe molto più traffico sui sentieri di quanto ne riceve. A pochi chilometri da Bergamo, nasconde paesaggi, borghi e angoli di natura che la maggior parte delle persone non ha ancora scoperto.
Il Cammino dei Petali è uno dei motivi in più per venirla a esplorare! 🌿
Si tratta di un percorso ad anello di 8 km inaugurato nell’ottobre 2023, nato da un progetto che ha coinvolto docenti e studenti della zona insieme ad alcune realtà locali.
Il cammino si articola in 5 tappe che attraversano paesi e boschi toccando diverse località tra Selino Basso, Mazzoleni e Sant’Omobono Terme, fino ad arrivare alla Cornabusa: un santuario scavato direttamente nella roccia, uno di quei posti che ti lascia a bocca aperta anche se non sei particolarmente credente.
Un percorso adatto a tutti, perfetto per una giornata fuori porta in famiglia o con gli amici, che unisce natura, storia locale e qualche sorpresa lungo il cammino.
Ecco tutti i dettagli che ti servono per organizzare il trekking. 😉
📝 Informazioni pratiche sul percorso
- Partenza: Sant’Omobono Terme (BG)
- Durata Itinerario: 2h05 per il tutto il percorso ad anello
- Lunghezza: 7,7km circa
- Dislivello: 300 mt
- Altitudine massima: 658 metri
- Panorama: ⭐⭐⭐⭐
- Particolari difficoltà da segnalare: il percorso è davvero semplice ed adatto a tutti. La parte più faticosa è la salita al santuario, ma dura poco.
- Parcheggio: Si parcheggia dove si tiene il mercato di Sant’Omobono Terme in Piazza Fumata Bianca. In alternativa si può lasciare l’auto, sull’altra sponda del Torrente Imagna in via Lungotorrente Gabriele Mager.
- Punti di ristoro e rifornimento acqua: Al Santuario della Madonna della Cornabusa è presente il Bar Ristorante Carnabusa aperto da Pasqua al 1° Novembre solo a pranzo. La terrazza panoramica è molto scenografica!
- Traccia GPS su Komoot: Ecco la traccia del cammino



Guida al percorso
L’itinerario parte dal lungotorrente a Sant’Omobono Terme. Se hai parcheggiato nella piazza del mercato, attraversa lo scenografico ponte sul torrente Imagna e dirigiti a sinistra lungo il Lungotorrente Gabriele Mager. Al primo incrocio troverai le indicazioni del sentiero 572A e il segnale del “Sentiero del Dono”, che seguirai fino ad arrivare al Santuario della Cornabusa.
Continuando tra scale e stradine, dopo la frazione Ca’ Frosio, arriverai a Cepino e alla Chiesa di San Bernardino da Siena. Superata la chiesa, segui via Cepino sulla destra e raggiungi Ca’ Contaglio, da dove potrai già scorgere la meta più alta del percorso: il Santuario della Cornabusa.
Da qui inizia la salita verso la mulattiera con la via crucis che arriva fino al Santuario. Una volta in cima, goditi il panorama sulla Valle Imagna e visita la grotta della Madonna.



Il percorso riprende dal sentiero proprio sotto la grotta. Poco più avanti troverai un bivio: il sentiero che sale prosegue lungo il Sentiero del Dono (572), mentre quello pianeggiante sulla destra continua il Cammino dei Petali (Sentiero Panoramico). Si prosegue nel bosco, dove ogni tanto compaiono i cartelli del “Percorso Dante Alighieri” con le tappe della Divina Commedia.
Da segnalare che durante il periodo natalizio questo tratto si trasforma nel “Sentiero dei Presepi”, con tantissimi presepi fatti a mano esposti lungo il cammino.
Usciti dal bosco, segui la strada asfaltata verso le frazioni Cantello, Rizzolo e Ca’ Quadre, dove ci si ricongiungerà anche al Sentiero del Dono. L’itinerario è ben segnalato ed è difficile perdersi.
Si prosegue fino a Mazzoleni, si supera la Parrocchia di Sant’Omobono e si imbocca Via Ca’ Mondora quasi fino alla fine. Da lì, scendendo lungo una mulattiera, si torna al torrente Imagna e al punto di partenza.
Il Santuario della Madonna della Cornabusa

La tappa più “alta” del Cammino dei Petali è anche quella che ti rimane più impressa.
Il Santuario della Madonna della Cornabusa non è una chiesa nel senso tradizionale: è una grotta naturale lunga 96 metri, scavata dall’erosione dell’acqua che ancora oggi scorre al suo interno. “Cornabusa” in dialetto bergamasco significa roccia bucata, e quando ci entri capisci subito il perché.
Le origini risalgono al XIV secolo, quando gli abitanti della zona si rifugiarono nella grotta durante le guerre tra Guelfi e Ghibellini, portando con sé una statuetta lignea della Madonna. Il luogo era così caro anche ad Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII, che lo descrisse come “il Santuario più bello che esiste, perché non l’ha fatto la mano dell’uomo, ma Dio stesso.”
Dentro non troverai marmi né arredi sontuosi: solo roccia, stalattiti e il suono dell’acqua che scorre. Un posto che colpisce anche chi non è particolarmente credente. Se preferisci visitarlo senza fare il percorso a piedi, è raggiungibile anche in auto seguendo le indicazioni da Sant’Omobono Terme in direzione Cepino.
Da tenere a mente: è aperto dal Lunedì dell’Angelo fino alla fine dell’estate con determinati orari che ti consiglio di consultare sul sito ufficiale.
Dettagli sul Cammino dei Petali
Ogni tappa è dedicata a uno degli obiettivi dell’Agenda 2030: Istruzione di qualità, Vita sott’acqua, Salute e benessere, Vita sulla terra, Pace e giustizia. In ogni punto trovi un QR code che rimanda a materiali creati dagli studenti delle scuole primarie e secondarie della zona, insieme a informazioni sulla Valle, i suoi punti di interesse e i produttori locali che lavorano nell’ottica di uno sviluppo sostenibile.
Il cammino, segnalato con il supporto della sezione CAI di Bergamo, nasce come proposta di didattica outdoor per le scuole del territorio, ma è pensato anche per famiglie e visitatori che vogliono esplorare la Valle Imagna con un ritmo lento, soprattutto nei weekend e durante l’estate.

Il Cammino dei Petali è uno di quei percorsi che non ti aspetti. Non è così impegnativo, non richiede preparazione atletica particolare, eppure riesce a sorprenderti ad ogni tappa: per i borghi che attraversa, per il Santuario della Cornabusa che ti lascia senza parole, per la natura tranquilla che ti accompagna per tutto il tragitto.
Ma la vera sorpresa, per me, è sempre la Valle Imagna in sé.
È una di quelle zone che la gente non considera, convinta che ci sia poco da vedere. Niente di più sbagliato. Ha un carattere tutto suo, fatto di paesaggi autentici, storia e una quiete che in Lombardia è sempre più difficile trovare.
Se stai cercando una giornata fuori porta diversa dal solito, lontana dalle mete più battute, questa è la risposta. Mettila in lista, specialmente se non la conosci ancora.
👉🏻 E se salire su una cima super panoramica qui al confine con la Valle Imagna, ti consiglio il Monte Linzone! Sentiero facile, ma sorprendente.. anche all’alba!! 😉
Al prossimo articolo!
Layla ☘️

