Trekking Como

Trekking super panoramico vicino a Como: il Monte Crocione

Questa escursione è entrata di diritto nella lista dei trekking più belli mai fatti sul Lago di Como!
Il trekking al Monte Crocione è un percorso super panoramico e fattibile tutto l’anno con qualche precauzione nel caso di neve e ghiaccio. In generale vi consiglio di percorrere il sentiero in una giornata limpida e ben soleggiata per godere del panorama migliore!
Ecco tutte le informazioni di cui avrete bisogno per organizzare al meglio la vostra gita! 😉

📝 Informazioni pratiche sul percorso

  • Partenza: Rifugio Alpe di Colonno (CO)
  • Durata Itinerario: 2.30h per raggiungere la cima del Monte Galbiga + 1.30h per raggiungere il Monte Crocione e 3.30h per tornare alla partenza
  • Lunghezza: 20km circa ad anello
  • Dislivello: circa 800 mt totali positivi
  • Altitudine massima: 1698 metri
  • Panorama: ⭐⭐⭐⭐⭐
  • Particolari difficoltà da segnalare: il percorso è principalmente su mulattiera quindi molto semplice ed adatto a tutti. Solo la salita al Monte Galbiga (se presa dall’Alpe di Lenno) è più complicata perchè in cresta. In generale se non c’è neve è un percorso davvero facile.
  • Parcheggio: In inverno si deve parcheggiare al Rifugio Alpe di Colonno perchè la strada che porta al Rifugio Boffalora sarà chiusa per neve. Nelle altre stagioni potrete proseguire con la macchina anche più avanti.
    Attenzione alla strada per salire in auto che è molto stretta e in inverno potrebbe essere ghiacciata.
  • Punti di ristoro e rifornimento acqua: Lungo il percorso potrete fermarvi al Rifugio Venini. Un ristoro in cui vi consiglio di entrare anche solo per ammirare la bellezza dell’arredamento interno super curato! I piatti sono deliziosi ed è molto frequentato in ogni stagione.
  • Traccia GPS su Komoot: QUI la traccia del percorso

Guida al trekking salendo sul Monte Galbiga

Se percorrerete questo trekking in inverno o con la neve come ho fatto io, sarete obbligati a lasciare l’auto al Rifugio Alpe di Colonno. Nelle altre stagioni potreste proseguire verso il Rifugio Boffalora in auto, ma con la neve e il ghiaccio la strada sarà chiusa e dovrete continuare a piedi.
Per i primi 4 km, quindi, camminerete sulla strada asfaltata che porta ai rifugi (attenzione al ghiaccio!) in una piacevole e costante salita non così tanto faticosa.

Arrivati nei pressi dell’Alpe di Lenno troverete un piccolo laghetto con una bellissima vista che spazia fino alle Alpi. A questo punto potrete scegliere se continuare sulla strada che porta al Rifugio Venini (che vedrete già poco più avanti) oppure raggiungere il Monte Galbiga dalla cresta della montagna.
Se sceglierete di salire da qui il dislivello sarà bello tosto ed il sentiero non sarà così visibile (almeno se c’è neve). Continuate a salire sulla montagna davanti a voi partendo dal sentierino che troverete vicino al laghetto e vedrete la vetta del Monte Galbiga in fondo. Vi basterà seguire la cresta della montagna per raggiungere la grande croce e il panorama incredibile sul Lago di Lugano e la città di Porlezza.

Dopo una breve sosta, continuate sul sentiero che scende verso il Rifugio Venini. Poco prima del rifugio troverete dei pannelli ed un bunker risalente alla Prima Guerra Mondiale (super caratteristico).
Decidete se fermarvi per una sosta pranzo al rifugio oppure proseguite sulla comoda mulattiera seguendo le indicazioni per il Monte Crocione.

Nei pressi di un altro pannello che spiega i resti della Linea Cadorna, prendete la strada di sinistra e all’incrocio successivo potrete scegliere se fare un piccolo tornante sulla sinistra e dirigervi alla vetta del Monte di Tremezzo (1699m) oppure proseguire dritto (lungo una salita più blanda) verso l’Alpe di Mezzegra.
Io ho optato per la seconda opzione visto l’orario e la salita più semplice, ma il primo percorso, anche se più faticoso, sarà più breve.

Già dall’Alpe di Mezzegra si vedrà lo stupendo panorama su Bellagio ed i due rami del Lago di Como. Proseguite lungo il sentiero in piano e, arrivando all’Alpe di Tremezzo, dovrete percorrere l’ultima salita per raggiungere il Monte Crocione e la sua incredibile vista a 360° che spazia da Lecco fino a Colico.

Per tornare indietro potete scegliere lo stesso sentiero dell’andata fino all’Alpe di Mezzegra oppure salire al Monte di Tremezzo e tornare al Rifugio Venini da quella deviazione.
Da rifugio seguite la mulattiera che non avrete fatto all’andata se siete saliti al Monte Galbiga e tornate dallo stesso sentiero dell’andata fino al parcheggio.

L’incredibile Rifugio Venini

Il Rifugio Venini è forse il rifugio più bello ed accogliente in cui io sia mai stata! Da fuori può sembrare il classico ristoro, ma dentro è arredato in maniera super curata e confortevole.
In inverno troverete il camino acceso, tavoli in legno, un bancone super caratteristico e tanti particolari che vi faranno amare l’atmosfera.
Anche i piatti proposti sono davvero squisiti ed infatti è sempre molto frequentato in ogni stagione.
Di solito è aperto tutto l’anno (nei weekend) a meno che non ci sia troppa neve per salire. Per questa ragione vi consiglio sempre di informarvi chiamando o visitando il loro sito web.
Cosa interessante: in questo rifugio si può anche dormire! Un’ottima idea per visitare meglio tutte le cime nei dintorni in più giorni!

I resti delle fortificazione della Linea Cadorna

Le fortificazioni della Linea Cadorna tra il Monte Galbiga e il Monte Crocione sono un interessante esempio di architettura militare della Prima Guerra Mondiale, anche se non furono mai utilizzate in combattimento. Questi manufatti fanno parte di un vasto sistema difensivo costruito dall’esercito italiano lungo i confini alpini, per proteggere il territorio da eventuali invasioni nemiche.
Queste in particolare fanno parte del segmento occidentale, progettato per difendere l’Italia da un’ipotetica invasione austro-tedesca attraverso la Svizzera, che però non si verificò mai.

Il Monte Galbiga (1.698 m) e il Monte Crocione (1.641 m) offrono una vista panoramica eccezionale sul Lago di Como, il Lago di Lugano e le montagne circostanti. Questa posizione permetteva di controllare e difendere le valli e i passi alpini sottostanti e la vicinanza alla Svizzera rendeva quest’area cruciale per un’eventuale difesa.

Molte delle fortificazioni sono ancora visibili, anche se alcune sono in stato di rovina. Alcuni tratti sono stati recuperati e resi percorribili per gli escursionisti, con pannelli esplicativi che raccontano la loro storia. Una piccola particolarità che renderà il trekking ancora più interessante!

Pannelli sul percorso
Entrata di un bunker
Resti della Linea Cadorna

Qualche consiglio

  • Se volete risparmiare un tratto di strada e se non c’è neve, potrete parcheggiare al Rifugio Boffalora che si trova ad un paio di chilometri dal Rifugio Alpe di Colonno;
  • Come avrete capito dalla spiegazione del trekking, potrete saltare la salita al Monte Galbiga e proseguire sulla facile mulattiera fino al Monte Crocione evitando un dislivello maggiore.
  • Potrete salire alla vetta del Monte Galbiga anche dal sentiero più comodo e largo che parte dal Rifugio Venini, ma il giro si allungherà di molto ed io ve lo sconsiglio d’inverno quando ci sono poche ore di luce.
  • In inverno partite presto la mattina perchè l’escursione è molto lunga e rischiate di tornare indietro con il buio.

Credevo che questa sarebbe stata un’escursione come un’altra, invece si è trasformata in uno di quei trekking che raccomanderei a chiunque! ✨
Panorami stupendi, percorso semplice, rifugio buonissimo.. non potrete chiedere di meglio!

👉🏻 Se siete alla ricerca di un percorso simile in zona, super panoramico e con una vista incredibile, vi consiglio il Trekking al Monte Generoso! Anche da qui vedrete il Lago di Lugano da un’altra prospettiva e tutta la pianura padana! 😍

Spero che questo trekking vi sia piaciuto quanto a me!
Al prossimo articolo! 🫶🏻

Layla ☘️

Layla

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