A volte bastano poche ore per sentirsi davvero lontani dal rumore quotidiano.
Sulle pendici del Monte Barro, a Galbiate, si nasconde un luogo che sembra fatto apposta per questo: i Giardini di Villa Bertarelli, un piccolo angolo verde dove il tempo scorre lento tra alberi secolari e viste mozzafiato sui laghi briantei.
Non è un parco qualunque, e forse è proprio la sua apertura limitata al sabato mattina a renderlo ancora più speciale. In quelle due ore, tra il canto degli uccelli e il profumo dell’erba bagnata, si scopre un panorama che abbraccia tutta la Brianza e una pace che pochi luoghi sanno offrire.
Ecco tutto ciò che devi sapere per visitare i Giardini storici di Villa Bertarelli a Galbiate:
Tra Settecento e Ottocento, la zona di Galbiate divenne una delle mete predilette dalla nobiltà lombarda, che qui costruì numerose ville per trascorrere i periodi di villeggiatura.
Tra queste, Villa Bertarelli si distingue per la posizione spettacolare: un autentico balcone affacciato sui laghi briantei, visibili già dall’ingresso principale.
Le prime tracce della villa risalgono al 1721, ma fu con la famiglia Ballabio, tra fine Settecento e primo Ottocento, che il complesso assunse un aspetto più definito. In quegli anni vennero organizzati i giardini, realizzate le fontane e il ninfeo, e perfino ospitato il poeta Carlo Porta.
Il periodo di maggior splendore arrivò però con i Bertarelli, che nel 1873 trasformarono la dimora in una vera residenza di charme. Commissionarono lavori di restauro e ampliamento, probabilmente con il contributo dell’ingegnere Carlo Santamaria e dell’architetto Piero Portaluppi, che tra il 1911 e il 1913 impreziosì la villa con eleganti dettagli in stile neo-barocchetto.
Nel corso del Novecento, la villa passò prima alla famiglia Bonaiti, poi alle Suore di Maria Bambina, che la utilizzarono come casa di riposo.
Dal 2003 è di proprietà del Comune di Galbiate e del Parco Monte Barro, di cui è sede, che ne tutelano oggi la bellezza e la memoria storica.
I giardini di Villa Bertarelli si sviluppano su vari terrazzamenti affacciati sul panorama dei laghi briantei. Qui si possono ammirare alberi secolari, piante ornamentali e specie autoctone coltivate dal Centro Flora Autoctona del Parco Monte Barro, che utilizza il giardino come area di studio e conservazione della biodiversità locale.
Tra sentieri curati, aiuole e pergolati si trovano anche antiche gallerie scavate nella roccia, un tempo usate come magazzini o rifugi durante la guerra. L’atmosfera è tranquilla e suggestiva: un luogo perfetto per una breve visita immersi nella natura e nella storia del territorio.
Ti ho convinto ad alzarti presto un sabato mattina per visitare questi giardini molto particolari e scenografici?? 😉
Spero davvero di si!!
Al prossimo articolo e alla prossima avventura nella natura! 🌺
Layla ☘️
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