Il trekking di oggi è un mix tra avventura, storia e natura.
Tu sapevi che poco lontano da Bergamo, lungo la vecchia mulattiera che collega Albino a Selvino, sono presenti ben 5 grotte in cui si estraeva l’alabastro e dove sono stati trovati tantissimi resti antichissimi?! 😯
Questo percorso, ancora poco conosciuto, è stato “rimesso a nuovo” dei volontari del CAI di Albino che hanno sistemato i sentieri e reso accessibili delle grotte che prima erano nascoste dalla vegetazione.
Si tratta di un percorso semplice e adatto a grandi e bambini (sempre con le dovute precauzioni).
Tutte le grotte sono aperte ed esplorabili facilmente, pronto a scoprirle tutte?! 😎
Il trekking inizia dal Santuario della Madonna della Neve dove avrai parcheggiato o che avrai raggiunto a piedi dal parcheggio della funivia.
Il sentiero è su mulattiera (CAI 550) ed inizia in salita per circa 15 minuti quando vedrai il primo cartello che indica la deviazione a sinistra verso le Cave di Alabastro (CAI 550C) e una breve spiegazione della storia delle grotte.
Ti basterà salire nel bosco per altri 10/15 minuti circa per incrociare sulla tua sinistra la prima grotta stretta e lunga, ma molto suggestiva.
La prima cavità è particolarmente affascinante perché mostra chiaramente i segni dell’antico lavoro di scavo. Con una torcia ci si può inoltrare all’interno per qualche metro ed ammirare i colori della pietra che sono di un bel rosa acceso.
⚠️ Non toccare le pareti della roccia per evitare di interrompere il processo di sedimentazione/scorrimento dell’acqua!
All’ingresso è anche presente una pietra levigata di alabastro che mostra come il materiale si presenta una volta lavorato.
Proseguendo sul sentiero, un’altra piccola deviazione a sinistra ti porterà ad un cava aperta, meno suggestiva, ma comunque interessante per capire gli scavi della pietra.
Torna indietro all’ultima deviazione e continua lungo il sentiero 550C fino ad incontrare nuovamente la mulattiera e proseguire in salita.
Passa un piccolo ponticello sul Torrente Albina e dopo qualche metro vedrai un altro cartello che indica la deviazione per il Paradis di Asegn.
In 10 minuti arriverai alla base della grotta più grande e suggestiva del percorso: il Paradis di Asegn.
Potrai decidere se fermarti all’entrata ed evitare i gradini di metallo che aiutano la salita o percorrere il corto sentiero EE che con alcune corde, ed in pochi minuti, ti permetteranno di entrare nella grotta ed esplorarla.
Non è nulla di complicato, ma bisogna stare attenti se ci sono bambini o se le pareti della roccia sono scivolose. Presta la giusta attenzione ed arrampicati con calma!
Se te la senti, l’interno della grotta merita la visita! La cavità è abbastanza larga e con una torcia è possibile vedere tutti i colori della pietra di Alabastro. Uno spettacolo unico nel suo genere!
⚠️ Fai attenzione al pavimento della grotta che è scivoloso e segui il sentiero interno per non inciampare o scivolare.
Dopo l’esplorazione torna di nuovo sui tuoi passi lungo la mulattiera e prosegui in salita.
Dopo meno di 5 minuti vedrai un altro cartello che indica a destra la grotta successiva: il Bus della Scabla (o del Cavernicolo).
Si tratta di una deviazione davvero breve (circa 20 mt) che conduce ad una grotta più piccola, ma dove sono stati trovati tantissimi resti archeologici dall’età del Rame fino all’epoca romana.
Anche qui è possibile ammirare il colore della pietra di Alabastro che in questo caso è particolarmente rosso/marrone.
Torna ancora una volta verso la mulattiera che conduce a Selvino e, prima della Cappella della Madonna del Portico, fermati a leggere il pannello illustrativo che descrive tutti i reperti trovati all’interno del Bus della Scabla.
Prosegui poi dritto ignorando le deviazioni a destra verso Aviatico e Ama.
Più avanti vedrai l’ultimo cartello di legno sulla sinistra che indica l’ultima grotta.
A 150 metri dalla mulattiera, il Bus de la Comàr è l’ultima grotta che si incontra sul percorso.
Si tratta di una grotta piccolina, ma che assomiglia ad una casetta con una finestra.
Anche qui sono stati ritrovati parecchi resti archeologici e si visita molto velocemente.
Non ti resta che tornare per l’ultima volta sulla strada principale ed arrivare a Selvino in meno di 15 minuti lungo il sentiero 550A.
L’ultima parte di strada è su asfalto e sale fino al centro città e alla Funivia Albino-Selvino.
Ora potrai decidere se ripercorrere la stessa mulattiera anche al ritorno oppure concludere il trekking con un percorso ad anello.
Nel secondo caso dirigiti verso la località Ama e da Via Piano Ama, inizia a percorrere il sentiero 537 / sentiero 5 Albino-Selvino.
Al primo incrocio tra sentieri continua verso destra e scendi nel bosco. Il sentiero ha un dislivello elevato e scende velocemente.
Se avrai lasciato l’auto al parcheggio della funivia, continua dritto ed il sentiero ti condurrà direttamente alla macchina. Altrimenti segui la traccia GPS e devia il percorso verso destra per tornare sulla mulattiera dell’andata attraverso un bellissimo ponticello con una cascatella sul torrente Albina.
Le Grotte di alabastro sono testimoni di una tradizione estrattiva che risale almeno al Cinquecento. Questa pietra chiara e lucente veniva utilizzata per decorazioni e oggetti ornamentali e architettonici grazie alla sua lavorabilità.
Queste cave rimasero attive fino ai primi decenni del Novecento, poi vennero lentamente abbandonate e inghiottite dalla vegetazione.
Oggi, grazie all’impegno del CAI di Albino, alcune cavità sono state riaperte e valorizzate. I sentieri sono stati ripuliti e sono stati aggiunti pannelli esplicativi e cartelli direzionali.
😍 All’ingresso della prima grotta troverete una pietra di alabastro che è stata levigata dai volontari per far capire ai visitatori come il materiale estratto si presenta alla fine della lunga lavorazione.
Sul percorso ho incontrato per caso uno dei volontari che si è occupato della messa in sicurezza dei sentieri ed è stato lui stesso a raccontarmi un pochino la storia di questo luogo: le grotte sono state dismesse perché era davvero complicato estrarre la pietra e trasportarla in paese per lavorarla.
Credo sia giusto raccontare questa storia per far capire abitudini e lavori di un’epoca passata! Il sentiero ed il lavoro fatto dai volontari CAI merita il giusto risalto e attenzione!
Spero davvero che proverai questo trekking semplice, ma molto scenografico.
Vale la pena percorrerlo scoprendo le grotte ed i sentieri rimessi in sesto dai volontari del CAI, senza tralasciare il fatto che Selvino è un bellissimo paese montano pieno di servizi! ⛰️
👉🏻 Se sei in zona e cerchi un’altra escursione molto panoramica, con un itinerario ad anello e con una buona dose di avventura, ti consiglio il trekking al Monte Poieto e al Monte Cornagera che parte da Aviatico.
Un’escursione che passa attraverso un canyon largo solo 60 cm, un’occasione unica da non perdere!
Al prossimo articolo! 🫶🏻
Layla ☘️
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